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Articolo sul ransomware(?) chiamato CBT-Locker
01-02-2015, 12:53
Messaggio: #1

Articolo sul ransomware(?) chiamato CBT-Locker
http://www.repubblica.it/tecnologia/2015...f=HREC1-30

Linux non è citato, chissà perché!
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05-02-2015, 01:55
Messaggio: #2

RE: Articolo sul ransomware(?) chiamato CBT-Locker
È una grande soddisfazione dire ai miei clienti "dormi tranquillo".

Citazione:«Eravamo io e il mare. Il mare era solo ed anch'io lo ero. Uno dei due mancava».
«Nadie es luz de sí mismo: ni el sol».
«Chi fa un paradiso del suo pane, della sua fame fa un inferno».
A. Porchia
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05-02-2015, 11:12
Messaggio: #3

RE: Articolo sul ransomware(?) chiamato CBT-Locker
Penso che in ogni caso uno che scarica e lancia un allegato con estensione .CAB si merita di beccare il locker... Wink

La frase più pericolosa in assoluto è: "abbiamo sempre fatto così" (Grace Murray Hopper)
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05-02-2015, 12:13
Messaggio: #4

RE: Articolo sul ransomware(?) chiamato CBT-Locker
concordo!
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13-12-2016, 10:52
Messaggio: #5

RE: Articolo sul ransomware(?) chiamato CBT-Locker
Linux ha sistema di protezione da ransomware
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07-08-2017, 14:54 (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 07-08-2017 14:56 da Bootes.)
Messaggio: #6

Bug RE: Articolo sul ransomware(?) chiamato CBT-Locker
(13-12-2016 10:52 )MaraLol88 Ha scritto:  Linux ha sistema di protezione da ransomware

ma non da malware Sad Angry
sfortunatamente

Ecco un articolo http://macsecurity.net/view/153/ Mi dispiace che l'inglese
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08-08-2017, 05:43 (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 08-08-2017 05:44 da monsee.)
Messaggio: #7

RE: Articolo sul ransomware(?) chiamato CBT-Locker
In tutti i miei Sistemi GNU/Linux, come anche nei miei Sistemi BSD, io sono uso prestare molta attenzione all'impostazione dei permessi e alle impostazioni del Firewall, cosa che riduce in ogni caso, e di parecchio, i potenziali rischi.
Inoltre, son uso far ricorso a specifici programmi anti-rootkit e antivirus disponibili proprio per GNU/Linux e BSD.
Va rilevato che GNU/Linux non utilizza le "librerie dinamiche" (le famigerate DLL) tipiche di Windows da cui tanti malwares si alimentano per "fare il loro sporco lavoro". In pratica, un virus che si viene a ritrovare d'improvviso in ambiente GNU/Linux rimane di colpo "surgelato", in "animazione sospesa" e non ci può fare gran che. Certo, se poi lo si va a mettere in un ambiente Windows, di colpo si risveglia ed è di nuovo capace di far danni.
Di conseguenza, è buona pratica (e una doverosa cortesia verso i propri amici e corrispondenti email) scansionare ogni files che si intende inviare come allegato alle proprie emails PRIMA di allegarlo, così che il nostro amico non si ritrovi magari col proprio Sistema Windows infetto per aver aperto il nostro allegato senza averlo a proprio avolta prima scansionato col proprio antivirus. Dunque, l'utilizzo (anche in GNU/Linux e in BSD) di un valido antivirus è gesto di cortesia e riguardo verso i propri amici e corrispondenti non solamente lodevole, ma -a mio parere- senz'altro doveroso (oltre che un segno di buona educazione, ovviamente).
Tuttavia, è anche possibile che, usando GNU/Linux (o BSD) si possa restar vittime di malwares (spywares, essenzialmente) nel caso che ci siano SOFTWARES che presentino delle falle (ad esempio, se utilizziamo una versione di Java "fallata" è sempre possibile che, anche se usiamo Linux o BSD, uno spyware riesca ad accedere al nostro Sistema e -rerstando in ambiente Java... o, comunque, nell'ambito del programma "fallato" in questione- riesca davvero a spiarci e ad inviare i dati che riesce a carpirci anche se usiamo GNU/Linux o BSD. Anche in questo senso, l'aver installato un buon programma antivirus (per l'esperienza mia di oltre una dozzina di anni, uno dei più stabili e affidabili -fra i gratuiti- è ClamAV, sia in GNU/Linux che in BSD) è un più che valido rimedio, così come è del pari ottima cosa l'aver istallato almeno un valido anti-rootkit (per GNU/Linux e BSD ce ne sono un paio senz'altro validi [rkhunter e chkrootkit], da lanciare periodicamente in scansione sull'HD per snidare ed eliminare eventuali rootkit che siano riusciti ad infiltrarsi a dispetto delle nostre precauzioni). Naturalmente, GNU/Linux specialmente (ma anche BSD, seppur non nell'identica misura, dato che ha meno Utenti che lo usano) dispone di un'arma micidiale specificamente atta a contrastar tale problema. Assai più che in Windows o in Macintosh (che sono "softwares chiusi" e, dunque "illeggibili" se non da parte di chi ha la giusta chiave di decriptazione), GNU/Linux e BSD sono -viceversa- "softwares open" (ossia "aperti", interamente "leggibili" da chiunque [soltanto in UBUNTU e nei suoi derivati, mi consta, ci posson esser delle "zone illeggibili" di "software chiuso"... e proprio questa è la ragione che mi ha spinto ad abbandonare per sempre sia UBUNTU che tutte quante le "distro" sue derivate]. La piena leggibilità da parte di quelunque Utente al mondo significa -dato che una discreta percentuale di Utenti di GNU/Linux e BSD ha qualche esperienza da vantare al riguardo- che esison svariate centinaia di migliaia di Utenti di BSD e alcuni milioni di Utenti di GNU/Linux che han quotidianamente sotto i propri occhi il "codice" e, per proprio interesse personale, se lo vanno sovente a "spulciare", un po' come un appassionato di fumetti volentieri si riguarda i vecchi numeri di Topolino.. E tutti questi "occhi" che guardano e riguardano, aventi e inietro, le linee di codice -e alcuni fra tali occhi appartendono a straodinari "esperti", professionisti talora, appassionati di GNU/Linux o BSD- hanno, se non altro a cagione del loro numero, una maggiore probabilità di scovare e segnalare "falle" nel suddetto codice di quante non ne abbiano quelli che controllano, invece, Macintosh (le persone che hanno gli indispensabili permessi e codici per farlo, in tutto il mondo mi par che siano meno di 120) oppure Windows (per controllare il quale hanno i necessari codici e pernessi, se non rammento male, soltanto 13 persone in tutto il mondo). Dunque, in GNU/Linux e BSD è assai meno probabile che una "falla" riesta a mantenersi con il trascorrere del tempo (perché è assai più probabile che qualcuno la individui e che venga -di conseguenza- subito "tappata"), cosa che richiede assai più tempo per Macintosh e tempi davvero biblici per Windows. E questo è un fatto che, ovviamente, rende GNU/Linux e BSD tendenzialmente "più sicuri" di Macintosh e di Windows. Tant'è che il Sistema Operativo che mi risulta abbia esplicitato MENO "bugs" (meno "falle") dal giorno della sua creazione ad oggi è un Sistema Operativo BSD (si tratta, per la precisione, di OpenBSD).
Ultima, ma da non prendere sottogamba, c'è la questione relativa a WINE.
Se noi, in ambiente GNU/Linux O BSD installiamo e usiamo WINE, proprio perché WINE crea un vero e proprio "ambiente Windows" all'interno del nostro Sistema GNU/Linux o BSD, ci ritroviamo ad avere, sul nostro Sistema, una "zona franca" in cui (allorquando usiamo WINE) anche i virus son perfettamente in grado di operare e di agire.
Questo NON è però, un valido motivo per non installare e usare WINE (programma che ci consente di far "girare", anche in ambiente GNU/Linux o BSD, tutta una serie di programmi e di giochi che altrimenti potrebbero funzionare unicamente se installati in un Sistema Operativo Windiws. WINE può rivelarsi utilissimo, dunque, sia per il nostro lavoro che per il nostro divertimento. E il fatto che esso sia -ovviemente- vulnerabile a virus e malwares NON deve minimamente spaventarci, dato che ne siamo ben consapevoli e siamo perciò in grado di adottare le necessarie contromisure (fare, ad esempio, scansioni periodiche della nostra HOME usando ClamAV o un altro valido antivirus per GNU/Linux (o, in un Sistema BSD, per BSD).
Nulla da temere per davvero, dunque. Semplicemente, dobbiamo esser consapevoli di quello che facciamo, dei rischi che -inevitabilmente- corriamo e di cosa ci conviene più fare per minimizzare e contenere tali rischi. Cool
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08-08-2017, 09:06
Messaggio: #8

RE: Articolo sul ransomware(?) chiamato CBT-Locker
Un riassuntino?
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08-08-2017, 10:26
Messaggio: #9

RE: Articolo sul ransomware(?) chiamato CBT-Locker
È già abbastanza sintetico così. O esprimi le cose abbastanza perché le si possa capire (non solo nchi già ne conosce e capisce, ovviamente) o scrivi soltanto per chi ci si orizzonta già, cosa che proprio non serve, a pare mio, in un forum. Chi ne capisce già abbastanza, viene sul Forum per consigliare, non certo per leggere consigli.
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08-08-2017, 22:29
Messaggio: #10

RE: Articolo sul ransomware(?) chiamato CBT-Locker
Ah, ecco.
Però c'è un problema: come faccio a sapere PRIMA di leggere se il contenuto è un consiglio di cui potrò giovarmi oppure se si tratta di qualcosa che so già è che magari io stesso ho elargito in altra forma?

L'unica soluzione è che umilmente mi faccia carico della lettura integrale dei testi, essendo questo l'unico modo che ho di discriminarli attribuendomi l'uno o l'altro ruolo.
Il che confuta definitivamente il tuo ragionamento.
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